Mia mamma, Mirò e Achille Lauro

Il segno e la fatica dell'interpretazione dell'arte

MODICA – Questo è un segno. Non è un’installazione artistica, viene dalla praticità di mia mamma: se c’è questa bottiglia sul water bisogna usare l’altro bagno.

Capisco però che se collocassi questo insieme in uno spazio espositivo cambierebbe il modo di guardare al suo significato. E’ già più o meno stato fatto e lo scostamento di luogo ha generato una rilettura del segno.

Non sono mai stata brava a interpretare un certo tipo di arte. La prima volta che osservando ho capito di fare fatica ero adolescente davanti a un enorme Mirò al Prado di Madrid. Enorme, bianco, con due punti di colore rosso in basso a destra e dal titolo ”Senza titolo”.

Fatico ancora di fronte a un certo tipo di opere e installazioni. A volte mi stimolano, a volte mi innervosiscono perché ho curiosità di capire e non ci riesco. A volte riesco ad accettare di non capire, perché le opere mi arrivano non attraverso la mente ma attraverso altre vie, e mi fido del mio istinto al bello. Probabilmente è così che deve agire l’arte. Ti arricchisce, ti conforta, ti scuote, ti nutre, ti muove, e lo fa attraverso l’utilizzo di segni scomponibili e re-interpretabili.

Ieri a Sanremo come ogni sera ero curiosa di vedere il quadro di Achille Lauro. Niente è lasciato al caso, è un insieme composto di molti segni: scenografia, coreografia, musica, canto, trucco, costumi.

Le sue esibizioni generano indubbiamente aspettativa e stupore, e sembrano costituire una ventata di novità nel panorama artistico contemporaneo, motivo per cui chi ne capisce e chi non ne capisce ne trae godimento.

Solo una cosa però in questo caso vorrei capire, perché l’esibizione di ieri non ha colpito il mio istinto al bello e dunque bisogna che qualcuno con buona volontà mi regali un’esegesi, un aiuto alla comprensione del significato per sintonizzare la mia sensibilità sull’opera: esattamente la bandiera italiana, segno fortissimo che carica su di sé la sua Storia, e la corona di spine, altro segno fortissimo che carica su di sé uno svelamento di Verità, come andrebbero interpretati? Chiedo anche per mia mamma.

Di tutte le interpretazioni possibili il nazional Fiorello a fine esibizione, fissandosi immobile al microfono, mi ha dato un indizio: io non posso muovermi perché sono un colore sul quadro di Achille Lauro.

Queste macchie di colore sui quadri senza titolo mi continuano a tormentare.

Capisco però che se me ne frego Achille Lauro intercederà affinché io sia benedetta.

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foto ETTORE FERRARI