L’astropresepe: dalla “Stella di Betlemme” alla congiunzione planetaria del 2020

Giove e Saturno sul presepe

MODICA – Nel dibattito sulla natura della “stella” che guidò i Magi a fare visita a Gesù appena nato, una delle teorie è la presenza di un evento astronomico raro che potrebbe aver ispirato chi ha scritto il testo. Nel nostro immaginario moderno siamo abituati a pensare a una cometa, ma non risultano comete periodiche in quel periodo, né trascrizioni di comete non periodiche (come per esempio la Neowise del luglio di quest’anno). Sappiamo infatti che è stato Giotto, centinaia di anni dopo, a farne tale interpretazione artistica (vedi Cappella degli Scrovegni di Padova).

E’ plausibile pensare che il redattore biblico che avesse assistito a questo genere di evento ne sarebbe rimasto colpito tanto da includerlo nel testo, ma c’è anche chi sostiene che la presenza di un riferimento astronomico possa essere solo un artificio letterario determinato dalla modellazione del testo sulle tradizioni ispirate all’Antico Testamento. Tralasciando la parte esegetica sul dibattito tra interpretazione simbolica o letterale del testo del Vangelo, nel caso in cui si volessero fare delle ipotesi astronomiche le più accreditate sarebbero l’esplosione di una supernova o una rara congiunzione.

Nel secondo caso proprio nell’anno 7 a.C. accadeva un evento astronomico rilevante, e cioè una vistosa congiunzione planetaria tra i due giganti del nostro Sistema Solare, Giove e Saturno. Questo dato ha stuzzicato la curiosità della regista Alessia Scarso, membro del noto gruppo di astrofotografi Pictores Caeli.

Quando ho realizzato il presepe, qualche anno fa, ho ricostruito la geomorfologia del territorio di Betlemme e posizionato simbolicamente il cielo del 23 dicembre 7 a.C. sopra la Natività attraverso delle fibre ottiche. Ho voluto rappresentare fisicamente una possibile visualizzazione di questo evento biblico e astronomico. Se gli eventi fossero andati così, allora questo è lo scenario che avremmo visto.

Quest’anno il 21 dicembre, nel giorno del solstizio d’inverno, possiamo vedere la stessa congiunzione, con una vicinanza apparente come non accadeva da circa 800 anni. Guardando a sud ovest possiamo cominciare a vedere i due pianeti vicini dalle ore 17 a 225° e un’altezza di 20° sull’orizzonte. I due pianeti tramonteranno insieme a circa 225° intorno alle 18.30. L’evento è visibile da ovunque, ma per vederlo al meglio occorrerà spostarsi verso zone con orizzonte poco illuminato. Qui in provincia di Ragusa una visuale suggestiva, meteo permettendo, è fronte mare, da Cava d’Aliga a punta Braccetto: la congiunzione tramonterà sull’orizzonte marino. Chiaramente a occhio nudo si vedrà un unico elemento luminoso. Occorrerà servirsi di binocolo, o telescopio, o teleobiettivo su fotocamera per distinguere i due pianeti separati e le loro lune.

Ciò di cui possiamo essere certi è che l’evento astronomico del 21 dicembre 2020 non è una stella, come si legge superficialmente in giro, ma una congiunzione planetaria. Rispetto a tutto il resto… lascio a ognuno di noi di fare l’esegesi personale di questo evento in questa particolare e delicata congiuntura storica. 2000 anni fa questa congiunzione ha corrisposto ad una rinascita spirituale. Il mio augurio in questo momento infausto è una rinascita dell’Uomo di significativa portata.

PS – Nella Bibbia si parla di Magi, ma non è indicato quanti fossero. Si legge che portavano oro, incenso e mirra. Se li abbiamo immaginati in numero di tre, è perché abbiamo interpretato che ognuno porta qualcosa. Non sarebbe male continuare a pensare, di questi tempi, che ognuno di noi è chiamato a dare il suo contributo”.

www.alessiascarso.it

IG – @alessia.scarso

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